L'ultimo capitolo di Guests of the Mountains racconta la gratitudine per un incontro che non si lascia possedere. Tra nebbia e silenzio, la montagna saluta lasciando il desiderio di tornare.
Per pochi istanti la montagna si è mostrata in tutta la sua maestosità, prima di tornare a nascondersi nella nebbia. Un capitolo dedicato all'attesa e al privilegio di ciò che non si lascia possedere.
Davanti alle Tre Cime, il bianco e nero diventa un tentativo di rendere omaggio a una maestosità che supera parole, rumore e presenza umana.
Nel silenzio del crepuscolo, tra riflessi immacolati e acque immobili, la montagna restituisce ordine allo sguardo e pace allo spirito.
Nel pieno del giorno la montagna cambia volto. La luce ne esalta severità e austerità, ricordando che ogni incontro autentico richiede tempo, attenzione e silenzio.
L'alba all'Alpe di Siusi segna il vero ingresso nel cuore del viaggio. Un incontro con la luce che, senza fretta, accompagna lo sguardo dentro il paesaggio e restituisce l'entusiasmo della scoperta.
Il primo incontro con le Dolomiti nasce al tramonto, a Santa Maddalena. Un luogo che accoglie senza imporsi, dove la montagna si presenta con la delicatezza della luce e la forza della sua presenza.
Le Dolomiti raccontate attraverso sette fotografie e sette incontri. Un viaggio fatto di luce, silenzio e osservazione, dove la montagna smette di essere conquista e diventa dialogo.
Autunno: la stagione della solitudine, quella che amo di più in assoluto.
Ethereal Glow nasce durante una stagione incerta, nel cuore di una valle scura.
Quando arriverà il giorno in cui non ci sorprenderemo più dinanzi ad un tramonto, né avvertiremo nell’anima il dono di tanta gratuita bellezza...
Una delle ultime nevicate (sempre più rare) che si è posata sulla Valtellina.
Ci sono attimi a colori e attimi in bianco e nero.
Era un pomeriggio qualunque, una semplice passeggiata in famiglia con amici tra i colossi della Val Masino.
Il suonatore Jones è una serie fotografica ispirata alla figura raccontata da Edgar Lee Masters e Fabrizio De André: uno sguardo che ascolta il mondo attraverso sensibilità, memoria e paesaggio interiore.