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A occhi aperti

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A occhi aperti

Andrea Mottarella fotografo
Pubblicato da Andrea Mottarella in Rifugio letterario · Lunedì 17 Nov 2025 · Tempo di lettura 2:15
Tags: #reportage#fotografia#MarioCalabresi#fotogiornalismo#storia#emozioni#memoria#libri#recensioni#photography
       
Questo testo di Mario Calabresi è un vero cimelio della bibliografia fotografica. Intervistare alcuni tra i migliori fotografi di reportage al mondo rappresenta un’occasione straordinaria, la possibilità di imprimere sulle pagine un pezzo di storia, qualcosa in grado di toccare profondamente chi avrà il coraggio di guardare davvero, “a occhi aperti”. In questo, a mio avviso, Calabresi ha colpito nel segno.
La sua passione per il giornalismo, parte essenziale e inscindibile della fotografia di reportage, si unisce a un amore evidente per la fotografia stessa. Non si limita a restituire la grandezza dei fotografi intervistati, ma va ben oltre. Grazie a un ascolto sincero, empatico, profondo e rispettoso, riesce a entrare nella loro interiorità, raccogliendo frammenti di stupore, bellezza, dolore e sofferenza.
In queste pagine ripercorriamo gli ultimi cinquant’anni della nostra storia, incontrando silenzi, attimi sospesi e momenti destinati a rimanere congelati nel tempo.
La fotografia di reportage non ha bisogno di mille parole. È onesta, talvolta spietata, mai di parte. Non richiede spiegazioni né giustificazioni, racconta senza filtri e sa trafiggere attraverso lo sguardo catturato in un istante rubato.
Steve McCurry, Josef Koudelka, Don McCullin, Elliott Erwitt, Paul Fusco, Alex Webb, Gabriele Basilico, Abbas, Paolo Pellegrin, Sebastião Salgado: fotografi diversi, tecniche diverse, strumenti diversi, ma un unico atteggiamento comune. Come ricorda Calabresi nella prefazione, non possiamo accontentarci di osservare la vita dall’alto per comodità, opportunità o sicurezza. Un giornalista — e lo stesso vale per un fotografo — ha il dovere di vivere “in mezzo alle formiche”, guardare il mondo dal loro livello e condividere la loro realtà.
È un libro a cui sono profondamente affezionato. L’ho riletto più volte e ogni volta riesce a sorprendermi. Le fotografie, con la loro schiettezza, entrano nell’anima e continuano a emozionarmi, angosciarmi e scalfirmi. Mi sono ritrovato a sottolineare passaggi di straordinaria sensibilità, gli stessi che mia madre, aveva evidenziato anni prima.
A occhi aperti è un invito a non distogliere lo sguardo, a non dimenticare, a riconoscere la memoria visiva come atto di responsabilità. È un libro da conservare, consultare, tenere accanto. Un testo che si legge e si rilegge, e che accompagna chi ama la fotografia, il reportage o semplicemente le storie vere. Uno di quelli che lasciano il segno.





 


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